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BG abbreviato di Jari

 

Nome completo: Jariel Eledan

Età: 24 anni

Razza: Felix - Panthera Tigris, bianca

Sesso: Ermafrodita

Professione: Segretaria operativa Arkania, colonia di Buio 66 - Magister Arkania, colonia di Buio 66

 

Storia:

 

Jariel Eledan, ragazzo irlandese nato sulla Collina dei Re, Tara, e cresciuto sotto le amorevoli cure di una famiglia benestante, si è distinto fin dai primi anni della sua esistenza per il suo intelletto, decisamente superiore alla media. Capace di apprendere, ragionare e assimilare in tempi spaventosamente brevi, ha trascorso la sua vita fino all'adolescenza alla ricerca di nuove cose da imparare e da studiare - dato che, con le sue abilità, la scuola non rappresentava nient'altro se non un obbligo noioso a cui faceva fronte.

L'animo inquieto, unito alla sua passione per il mistero e, in fin dei conti, anche un discreto disinteresse per la vita sociale che si svolgeva fuori dalla sua stanza, lo portò ad interessarsi di tutti i rami del paranormale, e delle teorie cospirazioniste. Di queste ultime, poi, sopratutto di una cosa: Il virus ANGEVI.

I suoi genitori, per quanto non approvando quel genere di ricerca, lo lasciavano fare, la madre semplicemente presa dai suoi impegni, il padre ideologicamente in contrasto con le idee di Jariel riguardo al dovere di lasciare i Furry in pace, e lasciarli vivere come persone civili. Nonostante queste sue convinzioni, però, il ragazzo non ebbe mai nemmeno un contatto con quelle creature: nel quartiere buono della città non ce n'erano.

Non ebbe contatti almeno fino a che il destino non decise che aveva bisogno di una svolta. Una svolta tremenda.

 

La notizia arrivò alla scuola che Jariel frequentava, durante le ore di lezione, in una normale giornata nel pieno del suo sedicesimo anno di vita. I suoi genitori morirono in un incidente automobilistico, mentre si recavano ad un convegno sulla psicologia dei mutati. Quell'evento lo sconvolse, ma più di ogni altra cosa, sconvolse la sua vita: Ritrovandosi all'improvviso da solo, in quella casa enorme ora che non c'era nessuno a condividerla, e con l'eredità da gestire, decise di cambiare completamente la sua esistenza. Non avendo nemmeno bisogno degli studi in fin dei conti (ormai aveva assimilato anche il programma degli ultimi anni, l'apprendimento non era certo uno dei suoi problemi) vendette la casa e, con i soldi ricavati, prese una casa ed aprì uno studio di investigazioni private nella periferia di Dun Laoghaire, vicino a Dublino, con uno scopo preciso. Scoprire il più possibile sui Furry e sull'ANGEVI.

Le capacità analitiche e logiche di cui disponeva furono le sue migliori armi in quel campo, e con una dura pratica riuscì ad armeggiare nel suo mestiere, arrivando persino ad aiutare la polizia locale in alcuni casi.

Ma era solo, ancora tremendamente solo, e per quanto cercasse di evitarlo era ancora un ragazzo in fin dei conti. E l'incontro con Ethan e Natasha Riley, una coppia di anziani mutati in furry felidi un paio di anni fa che vivevano nello stesso quartiere, fu determinante.

Fu ai primi tempi che Jariel notò la loro presenza, sopratutto vedendo Ethan che, cercando di non farsi vedere troppo, tornava a casa dopo aver fatto compere, o qualche altra commissione. Da quella volta, il ragazzo non riuscì a frenare la sua voglia di conoscere, e non passò molto tempo prima che decidesse di fare il primo passo e prendere un contatto diretto con i coniugi Riley.

Dopo i primi momenti di diffidenza, conosciutisi bene da entrambe le parti, si creò un legame così forte che ancora oggi Jariel definisce i Riley come i suoi secondi genitori: Non potendo infatti Natasha avere figli, ed essendo Jariel ancora fresco dalla morte dei suoi, si creò subito un rapporto quasi parentale, e ci volle poco perchè per Jariel diventasse abitudine dopo il lavoro andare a cena dai Riley, fermarsi da loro per la notte, parlare con loro come se fossero veramente loro i genitori che aveva perso.

Ma tutto questo finì in maniera tragica. Nel quartiere, un ragazzino era stato assassinato, e tutti gli indizi riportavano l'evidente aggressione da parte di un furry. Per gli abitanti del quartiere, ai quali già stava stretta la presenza dei coniugi Riley in quella zona, non fu che la goccia scatenante per reclamare "giustizia". Mentre il ragazzo era come di consueto a casa dei Riley, l'abitazione venne circondata dalla folla inferocita, e le richieste di soccorso da parte di Jariel anche ai suoi contatti della polizia non fruttarono nulla, ricevendo solamente giustificazioni campate in aria per evitare di salvare quelli che per loro erano solo altri due animali.

E fu solo in quel momento, quando ormai era chiaro che non c'erano vie d'uscita, che Ethan e Natasha fecero la loro richiesta. L'unica cosa da fare, per quanto terribile. Sapendo il destino che li avrebbe attesi fuori da quella porta, chiesero al ragazzo di ucciderli lui, come atto di grazia, invece che farli soffrire li fuori nelle mani della folla pronta a linciarli. Jariel si oppose inizialmente all'idea, ma che non ci fosse altro da fare gli risultò chiaro. L'unica cosa che gli chiesero i Riley fu di farsi contagiare con il loro sangue, e diventare un furry anche lui. E quella fu l'eredità della sua seconda famiglia, la sua appartenenza ai Furry. Qualcosa a cui oggi non rinuncerebbe nemmeno per salvare la sua stessa vita.

Fu solamente quando uscì dalla casa, e vide la folla acclamarlo per aver ucciso i suoi secondi genitori che comprese veramente il motivo per il quale i Riley gli chiesero di ucciderli. Per evitare che lui, ancora umano - e ancora per poco - seguisse la loro sorte.

 

L'incubazione del virus si fece sentire, e il ragazzo si trascinò stancamente per le strade di Dun Laoghaire, nascondendosi ora che aveva perso le uniche amicizie che era riuscito a farsi da quando aveva lasciato la sua città natale. Avendo accettato di sua spontanea volontà il mutageno, perse i sensi quando la mutazione vera e propria iniziò. La fortuna volle che un gruppo di furry, che si aggirava per i bassifondi di Dun Laoghaire dove Jariel era andato a cercare riparo, lo trovasse e lo accudisse fino al suo risveglio. E al suo risveglio, ora come una tigre bianca, come uno dei furry di cui aveva tanto voluto sapere, su cui aveva tanto ricercato, si inserì in questo gruppo, vivendo in clandestinità assieme a loro e continuando le sue ricerche sull'ANGEVI, aiutato dai suoi componenti. E trovando persino l'amore in quel gruppo, Fiann McKingsley, una gatta bianca con delle striature nere, la prima che l'aveva trovato in quel vicolo, svenuto e febbricitante.

Quelle continue ricerche, ormai, avevano cominciato ad attirare su di lui l'attenzione di agenzie che non volevano che certe informazioni venissero alla luce, e non passò molto tempo prima che un mandato di cattura spiccasse sul suo capo, con l'accusa di spionaggio. Ma il fatto che ormai era mutato, e che non c'erano molti altri modi per riconoscerlo, riuscì a tenerlo lontano dai guai, dato che continuava a muoversi comunque assieme al resto del gruppo, vivendo in appartamenti lasciati da gente in vacanza, o in altri luoghi, e riuscendo assieme agli sforzi di tutti a mantenere un livello di vita più che accettabile.

Ma per un altra volta, la sua vita venne stravolta.

Dopo un anno quasi, un anno dove era riuscito finalmente a stabilirsi in una vita, una notte si addormentò in uno dei loro rifugi. Il giorno dopo si risvegliò in una gabbia.

Rapito da Adrian VonKaizer, ricercatore della Medicom che nutriva un profondo odio verso i furry e cercava con ogni modo di riportare alla normalità la sua unica figlia, Jariel fu una delle tante, tante vittime dei laboratori di vivisezione segreti sparsi in tutto il mondo.

Ciò che vide, ciò che provò, e ciò che fu costretto a fare in quel luogo sono stati fonte di una sofferenza indicibile. Costretto a esperimenti strazianti per valutare la sua resistenza e il suo comportamento in situazioni estreme, patì la sete, il caldo, la paura di morire, la fame, e sopratutto la solitudine e la disperazione di sapere che quello era diventato l'unico mondo a cui poteva aspirare. Non sa ancora nemmeno lui bene come abbia fatto a sopravvivere, se non abbandonando ogni altro pensiero che non fosse quello di vivere, di resistere, nonostante il resto di se lo pregava di lasciarsi andare. Il fondo lo toccò quando in uno degli esperimenti venne tenuto alla fame per giorni, prima di essere portato in una stanza con un furry sanguinante vicino a lui. Gli venne detto che se non l'avesse mangiato, sarebbe morto di fame, e che, in qualsiasi caso, anche quel furry maiale sarebbe morto per le ferite. Il fatto che sia ancora vivo lascia intendere quale fu la sua scelta. Per la seconda volta, qualcuno aveva sacrificato la sua vita per lui.

 

L'incubo finì solamente dopo diverso tempo, quando la stessa figlia di Adrian, stanca delle ricerche del padre, aprì le gabbie, aiutandoli a scappare. A quel punto, una volta uscito da quella follia, gli rimase solamente una cosa da fare. Con ancora l'accusa di spionaggio sul capo, e con i suoi aguzzini che probabilmente erano sulle loro tracce, si infilò in una navicella per Buio 66, sapendo già qualcosa riguardo a quella colonia. Dopo quel viaggio, la sua mente non resse a tutto quello che gli era capitato, e si ritrovò a non ricordarsi più nulla del suo passato, vivendo nell'ombra nella colonia sotterranea per molto tempo, finchè non riuscì a prendere coraggio ed uscire allo scoperto, cominciando così finalmente la sua vita in quel posto popolato di Dei oscuri, di occasioni, e di promesse.

All'inizio, non ricordava neppure di essere mai stato umano, anzi. Il solo nominare quella razza era per lui difficile, ancora provando una paura inconscia per i non furry, ma essendo abbastanza intelligente da evitare un'aperta ostilità nei loro confronti. A volte veniva colto da attacchi in cui i ricordi, suscitati da qualcosa che gli capitava attorno, riaffioravano, si facevano sentire, ma non riuscì se non dopo un pò di tempo a cominciare a ricordare veramente ciò che gli era capitato. Una parola, un gesto, una situazione...poteva essere qualsiasi cosa. Si fece diversi amici, Richard Atkins, Medea Melnevic, Damon, Arioch, Felicia Bella, e venuto a sapere - di nuovo - Dell'Arkania, il suo interesse per l'occulto prevalse, e cominciò ad interessarsi sempre più a questa corporazione. Ma fu dopo, quando cominciò a comprendere ciò che aveva passato, i mesi terribili all'interno dei laboratori, che decise che quella sarebbe stata la sua strada. Il motivo era semplice, ed è uno dei motivi che tuttora la guida: Raggiungere una posizione di potere elevata, per esigere la giustizia contro le persone che hanno causato sofferenza a lei e a quelli che considera i suoi fratelli e le sue sorelle, i Furry. Una giustizia che lei non crede assolutamente possa venire dalla legge umana, e che spera vivamente di imporre con le sue stesse mani sui responsabili dei laboratori.

Entrato all'Arkania, dedicò anima e corpo alla ricerca sul paranormale e alla difesa della colonia, trovandosi affine a due Venti: Il Vento Blu, ma, sopratutto, il Vento Nero, quello legato alla corruzione e alla distruzione, alla morte. Le sofferenze passate, il sangue e la morte che si è ritrovato a vivere, avevano lasciato il segno nella sua anima, e quella fu la sua strada da quel giorno. Studiando il più possibile, conoscendo quello che è allo stesso tempo la sua migliore arma e il pericolo più grande per se stesso, Jariel giurò una sera, assieme a Felicia, al cospetto di uno spirito di Buio, che avrebbe intrapreso quella via, e che avrebbe usato il potere che gli sarebbe stato conferito da quel Vento per difendere ciò che ama: I suoi amici, la colonia, e il pianeta su cui ora vive.

Prosegue quindi la sua vita nella colonia, conoscendo altre persone, perdendole di vista, innamorandosi, perdendo quegli amori, una vita normale, per quanto normale possa essere la vita su Buio - La vita di un manipolatore del Vento in special modo - nel frattempo ricostruendo frammento dopo frammento il suo passato, collezionando quegli spezzoni di ricordi, quelle immagini che gli lampavano nella mente, e ad ogni immagine, ad ogni ricordo aggiunto, rafforzando la sua convinzione di voler evitare ad ogni costo, anche quello della sua stessa vita, che qualcun'altro soffra come ha sofferto lui.

 

Poi, avvenne l'impensabile.

Un giorno, dopo aver saputo della sparizione di Leasy, la Magister Ignis della Torre, oltre che una sua intima amica, accettò di andare a cercarla assieme a Matthew, un equos del Corvo di Rame, oltre che un amico anche lui un'utilizzatore di Vento. Senza nemmeno l'autorizzazione del Colonnello Nocturne, decisi ad andare e tornare senza farsi notare, partirono assieme verso la superficie del pianeta, dove, per qualche ragione, il felide perse conoscenza ritrovandosi di nuovo in uno stato comatoso simile a quello in cui era caduto quando era in preda all'ANGEVI.

E i risultati non furono da meno.

Riaperti gli occhi, cercò di parlare, ma la voce era molto più acuta di prima, e sentiva il suo corpo diverso, mentre Matthew, che aveva vegliato su di "lui" per tutto il tempo in cui aveva perso i sensi, aveva un'espressione decisamente poco rassicurante in volto. Il motivo gli fu chiaro quando finalmente ebbe il coraggio di guardarsi in uno specchietto del quad con cui erano usciti. Quello che prima era un felide maschio, era diventato...beh, una donna, nell'aspetto. In realtà, lei ormai, è ermafrodita - possiede entrambi gli organi riproduttivi, sia maschili che femminili - e la sua figura è, a parte la sua parte maschile, completamente femminea. E decisamente avvenente, tra l'altro. Dopo l'iniziale sconvolgimento causato da quella mutazione, il ritorno alla colonia fu più duro del previsto. Non avendo con se nulla che poteva utilizzare per coprirsi, si vide costretta a chiedere l'aiuto di Felicia, e ovviamente, questa sua mutazione non passò inosservata al Colonnello. La punizione per la sua uscita alla ricerca di Lucia Zantosa, conosciuta come Leasy, è qualcosa che lei ancora teme al giorno d'oggi, sapendo bene che prima o poi arriverà...

Le ci è voluto un pò per abituarsi alla sua nuova forma, ma dopo averlo fatto ha ripreso la sua vita con ancora più determinazione di prima. Nonostante la tristezza di sapersi sterile ormai, e che non c'è modo per lei di avere una famiglia tutta sua, ha deciso di non sottoporsi a nessuna operazione o cura per scegliere l'uno o l'altro sesso, sostenendo che se è così è perchè gli Dei l'hanno voluto, e ha continuato le sue ricerche sul Vento e sui campi di interesse dell'Arkania, ricevendo tra l'altro una promozione a Segretaria Operativa della Colonia, oltre che Magister, entrambi impegni che prende con estrema serietà. Le sue ricerche operano sul campo delle armi e delle applicazioni dei Venti, quali modifiche agli incanti conosciuti e l'Alchimia. Oltre a questo, da un pò di tempo ormai, si è resa conto di riuscire a leggere i pensieri degli altri, e di altre capacità legate allo sviluppo della sua mente...cose che le hanno creato non pochi problemi.

Ultimamente, nella ricerca di sempre maggior potere per difendere ciò che ama, ha fatto un patto con le ombre, per accedere al più oscuro incantesimo del suo Vento dominante, la trasformazione in un vero e proprio Avatar del Vento Nero, una creatura letale e incontrollata, ma questo ha richiesto un prezzo, e un prezzo molto alto. I suoi segreti, tutti i suoi segreti, l'essere ermafrodita, il suo modo di affezionarsi alla gente, la corruzione del Vento che si porta dentro, le sue capacità telepatiche, è stato tutto messo di fronte al resto della colonia, a cui, a parte ai pochi eletti di cui si è sempre fidata, ha sempre nascosto tutto. E oltre a questo, ormai, è legata dal patto che lei stessa ha richiesto a Buio: Qualsiasi cosa accadrà, e ovunque andrà, è suo dovere proteggere il pianeta, e non potrà mai più abbandonare Buio per sempre. Può compiere viaggi lunghi anche anni fuori dai confini di Buio, ma sarà sempre costretta a tornarci, prima o poi, anche se la colonia sarà ridotta ad un cumulo di macerie. Ormai è lei per prima a considerarsi uno spettro di quel pianeta, accettando la sua condizione senza rimorsi.

 

ASPETTO FISICO:

 

Occhi: Verdi

Capelli: Molto lunghi, striati verticalmente di bianco e nero e lisci

Altezza: come maschio, 1.73, come femmina 1.69

Coda: Presente, lunga e striata.

 

Come maschio, si presenta con una corporatura esile, agile, i muscoli sono definiti ma non danno l'idea di "forza", quanto di velocità. Lo sguardo è vivace, e spesso lo si può vedere compiere azioni tipicamente feline, sopratutto quando è sovrappensiero, come bere da una ciotola lappando via il contenuto, o giocare con qualcosa zampettandolo o mordendolo.

 

Come femmina, le sue forme cambiano radicalmente: Oltre ad essere un pò più bassa, si presenta con una figura decisamente appetibile: Fianchi non troppo larghi, un seno molto generoso, e una silouhette armoniosa ed elegante, la pelliccia si è fatta un pò più folta e lucida, e i tratti del viso sono molto più aggraziati e delicati.

Fa le fusa.

 

MENTALITA':

 

Religione: Neopaganesimo, percorso eclettico.

Sessualità: Bisessuale (sia da maschio che da ermafrodita)

Note:

-Autolesionista

-Fumatore (e ice)

 

*nota: Inserisco come mentalità solamente quella attuale, che comunque non differisce molto dalla mentalità da maschio*

 

Jari è di per se una persona calma, che cerca di vedere le cose nel loro insieme prima di agire d'impulso. Il suo approccio con gli altri, anche con gli umani dopo i primi momenti di diffidenza causati dal suo passato, sono principalmente amichevoli, e cerca sempre di rimanere in buoni rapporti con gli abitanti della colonia, anche con i membri più "difficili" di questa (per esempio Sekhmet).

Fedele con i suoi amici, preferisce stare male lei che vederli soffrire, ed è pronta a sacrificarsi fino all'estremo per le persone e le cose che ama, cosa che già fa lasciandosi andare alla corruzione del Vento Nero per difendere la Colonia.

Prende estremamente sul serio il suo lavoro, e nonostante la sua avvenenza e la sua promiscuità sessuale, detesta essere vista solamente come la classica "bambola" che si è costruita la carriera col sesso, sia perchè non è vero, sia perchè è qualcosa che andrebbe estremamente al di là del suo modo di vedere le cose.

Il Vento Nero ha accentuato alcuni tratti della sua mentalità più deviati: La vicinanza con persone che soffrono, fisicamente, spiritualmente o psicologicamente, è per lei qualcosa di intrigante, e la parte più profonda di lei reagisce a questo stimolo con compiacimento, per quanto lei faccia di tutto per non farlo notare. Ma, se la situazione glielo permette (ad esempio in un combattimento contro qualcosa che va eliminato) è capacissima di abbandonarsi a quella sua parte e sfogare questo suo lato. Un'esempio di tale comportamento è quando, nella nave spaziale abbattutasi al suolo e nella lotta contro gli alieni che la abitavano ha usato l'incanto Eradicare, e si è lasciata andare ad una risata soddisfatta nel lacerare l'avversario.

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